Unabomber italiano, un mistero ancora irrisolto

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Il primo attentato nel 1994, due anni prima che il suo più famoso emulo americano (Theodore ‘Ted’ Kaczynski) venisse arrestato. E l’ultimo nel 2006 prima che sulla vicende calasse un silenzio tombale, tanto che ancora oggi l’identità dell’Unabomber italiano rimane un grande mistero irrisolto e senza soluzione. Eppure per oltre dieci anni nelle regioni del Nord Est italiano è stato terrore puro, come testimonia il bilancio: in tutto ben 34 attentati, 13 esplosioni e 9 ferimenti, anche se nessuno mortale, che hanno messo in ginocchio una parte del Paese e portato la magistratura a creare un pool per scoprire il colpevole. L’unico messo alle strette però è stato Elvo Zornitta, ingegnere aeronautico della provincia di Pordenone che è stata anche una delle zona più colpite. Grazie alle sue competenze sarebbe stato in grado di progettare quegli ordigni esplosi in oggetti molto diversi e all’apparenza innocui come pennarelli, candele, uova di Pasqua, che cambiarono la vita ad adulti e bambini della zona, ma in realtà non c’è mai stato nessun elemento buono per inchiodarlo. Anzi, nel marzo 2009 il tribunale di Trieste ha archiviato definitivamente ogni accusa contro di lui mentre qualche mese dopo il Tribunale di Venezia ha condannato a due anni Ezio Zernar, il poliziotto che manomise un lamierino trovato su un ordigno di Unabomber per incastrare Zornitta. Secondo Maurizio Paniz, senatore ma anche avvocato dello stesso Zornitta, in realtà l’attentatore misterioso potrebbe essere straniero visto che una delle miscele utilizzate per gli ordsigni si produce soltanto negli Usa e in Russia. resta comunque il fatto che dal 2006 Unabomber non è più tornato a colpire e di lui si sono perse definitivamente le tracce.