Scomparsa di Roberta Ragusa, 20 anni in Appello al marito

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L’ultimo capitolo è stato scritto il 20 maggio 2018 con la sentenza della Corte d’Appello di Firenze: Antonio Logli è stato condannato a 20 anni per la scomparsa e l’omicidio della moglie, Roberta Ragusa, confermando la sentenza di primo grado. L’uomo ha scelto il rito abbreviato e quindi la condanna non può essere l’ergastolo, ma intanto è stata accolta la richiesta del Procuratore Generale Filippo Di Benedetto che aveva chiesto la conferma del primo grado, cioè venti anni, ma anche l’applicazione della custodia cautelare in carcere. In realtà Logli al momenti è ancora libero perché secondo la Corte non sussiste il pericolo di fuga e il rischio che ripeta il reato inquinando anche le prove. In attesa di leggere la sentenza, sembra chiaro comunque che anche in assenza del corpo della povera Roberta sia stata comunque accolta la ricostruzione fatta dall’accusa: la donna avrebbe scoperto la relazione del marito con la segretaria della sua autoscuola, Sara Calzolaio. Così quando i due si sono affrontati per chiarire, lui in un impeto di ira l’avrebbe uccisa per evitare le conseguenze del divorzio, soprattutto quelle economiche. Decisive le ricostruzioni di quanto avvenuto la notte della scomparsa della donna, ma anche le testimonianze come quella di Loris Gozi che è stato giudicato teste attendibile anche a fronte delle molte bugie raccontate da Logli. L’ultimo capitolo però non è quello finale: nel 2019 infatti toccherà alla Cassazione scrivere (forse) la parola definitiva su questa vicenda.