Omicidio di Giulia Ballestri, ergastolo per il marito

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La sentenza è arrivata poche ore fa: la Corte d’Assise del Tribunale di Ravenna, dopo più di cinque ore di camera di consiglio, ha condannato all’ergastolo il noto dermatologo ravennate Matteo Cagnoni, unico imputato per il brutale omicidio della moglie Giulia Ballestri avvenuto il 16 settembre 2016 nella loro villa ravennate. Il processo era partito nell’ottobre 2017, sono stati ascoltati più di cento testimoni e alla fine è stata accolta a tesi dell’accusa rappresentata dal pm Cristina D’Aniello: omicidio volontario, premeditazione e crudeltà, tanto che il pm aveva avanzato la richiesta che nel primo anno di detenzione Cagnoni fosse sottoposto al regime dell’isolamento diurno. I giudici, sia togati che popolari, presieduti dal presidente Corrado Schiaretti hanno accolto la richiesta del pubblico ministero di ergastolo, senza regime dell’isolamento stabilendo anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e la sospensione della patria potestà sui figli per tutta la durata della pena. In pratica è stato riconosciuto che fu Cagnoni a uccidere la moglie 39enne Giulia, con la quale aveva avuto tre figli e dalla quale si stava separando: l’ha attirata in una villa abbandonata e poi l’ha colpita più volte con un bastone o un tronco lasciandola agonizzante, tanto che sarebbe poi morta soffocata dal suo stesso sangue. In attesa di leggere le motivazioni della sentenza, la difesa ha già annunciato che presenterà appello. Intanto però sono anche stati disposti i risarcimenti: ai genitori di Giulia 500 mila euro a testa, 150 mila al fratello Guido e un milione di euro a testa per ognuno dei tre figli di Giulia e Matteo, oltre a 20 mila euro per il Comune e 10 mila euro per Linea Rosa, Unione donne in Italia e Dalla parte dei minori.