Omicidio Alpi-Hrovatin, archiviazione o riapertura del caso?

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Nuovi documenti, mai usciti sino alle scorse settimane, sarebbero in grado di far riaprire l’inchiesta sull’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, assassinati a Mogadiscio il 20 marzo del 1994, prima che la Procura di Roma decida per la definitiva archiviazione nel procedimento contro ignoti per scoprire sia gli autori materiali che i mandanti. La nota giornalista della Rai e il suo operatore tv devono finalmente avere giustizia e può passare solo attraverso le vie legali. Ulteriori novità quindi potrebbero arrivare da alcune intercettazioni risalenti al 2012, ma trasmesse l tribunale romano solo di recente dalla procura di Firenze, nell’ambito di un altro diverso procedimento,. A parlare sono alcuni soggetti somali residenti in Italia ce nei loro colloqui c’è una versione sull’agguato costato la vita a Ilaria e Miran. Il materiale trasmesso a Roma dalla procura di Firenze in realtà è allegato ad un’inchiesta che non c’entra nulla con il caso Alpi, perché si tratta di un’indagine relativa ad un traffico di camion dismessi dell’Esercito italiano verso la Somalia. Ma i somali intercettati da un certo punto parlano anche della giornalista italiana e quindi potrebbero esserci finalmente nuovi particolari interessanti per far decollare di nuovo l’inchiesta. Così il gip di Roma, anche alla luce di una serie di documenti depositati dai legali della famiglia Alpi, potrebbe riaprire il caso cercando nuove piste investigative anche su presunti depistaggi legati alla vicenda del falso testimone, Ahmed Ali Rage. Lo chiede con forza la famiglia, anche dopo la recente morte della mamma Luciana, che si è sempre battuta per la verità, e lo chiedono Fnsi, Ordine dei Giornalisti, Usigrai e i Comitati di redazione della Rai.