Delitto Macchi, assolto Stefano Binda

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Dopo due ore di camera di consiglio, ieri la Corte d’assise d’appello di Milano ha assolto Stefano Binda «per non aver commesso il fatto». L’uomo, 51 anni, era accusato dell’omicidio di Lidia Macchi, la studentessa di 21 anni uccisa nel gennaio 1987 in un bosco di Cittiglio, nel Varesotto. I giudici hanno così ribaltato la sentenza di primo grado che nel 2016 aveva inflitto a Binda l’ergastolo per omicidio aggravato dalla violenza sessuale. Ieri sera Binda ha lasciato il carcere di Busto Arsizio, dove era rinchiuso da tre anni e mezzo.
Un cold case, l’omicidio Macchi, che era stato riaperto dopo 29 anni, perché un quotidiano locale aveva ripubblicato una lettera inviata il giorno del funerale della ragazza: da lì le dichiarazioni di una testimone che aveva riconosciuto la grafia di Binda; quindi la prima sentenza di ergastolo e il ricorso in secondo grado, con un nuovo testimone, l’avvocato Piergiorgio Vittorini, che aveva rivelato che un suo cliente si era attribuito la paternità della missiva durante una confidenza.