Alberica Filo della Torre, il colpevole scoperto quasi 20 anni dopo

14

Il nome di Alberica Filo della Torre è legato ad uno dei delitti italiani più misteriosi, almeno fino a quando la prova del Dna non ha inchiodato il colpevole quasi vent’anni dopo. Il 10 luglio 1991 la contessa, allora 42enne, venne uccisa nella sua villa del Olgiata, esclusivo quartiere romano. Sposata con l’imprenditore Pietro Mattei, madre di Manfredi e Domitilla, la contessa aveva fatto colazione verso le 8 e poi ufficialmente era rimasta nella sua stanza, dove venne rinvenuta cadavere poco prima di pranzo. Una morte violenta, come determinò l’autopsia parlando di un colpo che l’aveva tramortita e poi di uno strangolamento probabilmente con un lenzuolo. Quel giorno alla villa era pieno di gente, perché si stavano svolgendo i preparativi in vista della festa per l’anniversario di nozze dei padroni di casa, previsto la sera stessa, ma nessuno aveva notato particolari utili a far scoprire il colpevole. L’inchiesta aperta dalla procura comunque determinò che poteva essere stato solo qualcuno che conosceva bene la vittima e che poteva muoversi liberamente per la villa. Fin dai primi momenti i sospetti si concentrarono su Manuel Winston, dipendente filippino licenziato qualche giorno prima, e sul figlio dell’insegnante di inglese dei bambini, un giovane con problemi psichici ma entrambi furono scagionati dal test del Dna. Il caso rimase congelato fino al 2007 quando vennero riesaminati alcuni elementi sulla base di nuovi metodi di indagine. In particolare sono state esaminate le tracce biologiche sul lenzuolo che venne utilizzato per strangolare la vittima e sull’orologio della contessa. I test identificano proprio in Winston l’autore del delitto. Nel 2011 l’indagato ha confessato e l’anno successivo viene condannato a 16 anni di reclusione.